Volatilità, drawdown e orizzonte: misurare il rischio di un portafoglio
«Questo investimento è rischioso»: la frase è comune, ma che cosa misura esattamente? Il timore di vedere un portafoglio perdere valore nel momento sbagliato si può scomporre in grandezze misurabili: la volatilità, il drawdown (perdita massima) e l'orizzonte di investimento, spesso dimenticato. Questo articolo li definisce, li illustra con esempi numerici fittizi e ne ricorda i limiti.
La volatilità: l'ampiezza delle oscillazioni
La volatilità misura quanto il prezzo di un'attività oscilla attorno alla sua tendenza. Tecnicamente è la deviazione standard dei rendimenti, di solito espressa in percentuale annua. Più è alta, più sono ampie le oscillazioni, al rialzo come al ribasso.
Una regola indicativa, volutamente semplificata: con una volatilità annua del 15 %, in circa 2 anni su 3 il rendimento si discosta dalla media di meno di 15 punti, in un senso o nell'altro. Ciò presuppone rendimenti distribuiti in modo regolare, cosa che i mercati rispettano solo in parte.
- La volatilità descrive l'ampiezza, non la direzione: un titolo può essere molto volatile mentre sale, o molto stabile mentre scende lentamente.
- Varia a seconda della classe di attività: in generale le azioni sono più volatili delle obbligazioni.
- Non è costante: sale nei periodi di tensione sui mercati.
È la materia prima di molti indicatori, come l'indice di Sharpe, che mette in relazione il rendimento ottenuto con il rischio assunto. Il nostro articolo sull'indice di Sharpe ne illustra l'uso.
Il drawdown: il dolore realmente vissuto
La volatilità è un indicatore statistico; il drawdown è un'esperienza. Misura il calo tra un massimo e il minimo che lo segue, prima del ritorno al livello precedente. Il drawdown massimo (o perdita massima) è il peggiore di questi cali nel periodo osservato.
Esempio illustrativo: un portafoglio raggiunge 10.000 € al massimo, scende a 7.000 € e poi risale. Il suo drawdown è (7.000 − 10.000) / 10.000 = − 30 %.
Il drawdown ha una proprietà che molti scoprono troppo tardi: l'aritmetica del recupero è asimmetrica.
| Perdita subita | Guadagno necessario per tornare al punto di partenza |
|---|---|
| − 10 % | + 11 % |
| − 20 % | + 25 % |
| − 30 % | + 43 % |
| − 50 % | + 100 % |
| − 70 % | + 233 % |
Sono semplici calcoli matematici: dopo una perdita del 50 %, bisogna raddoppiare per tornare in pareggio. Per questo i grandi ribassi pesano molto più di quanto suggerisca la loro percentuale.
Consideri anche la durata del recupero: il tempo tra il massimo e il ritorno a quel livello. Un drawdown del − 20 % recuperato in 4 mesi non si vive come un − 20 % che dura 4 anni.
L'orizzonte di investimento: il tempo cambia il profilo di rischio
Lo stesso portafoglio non comporta lo stesso rischio per chi avrà bisogno del denaro tra 2 anni e per chi non lo toccherà per 20. L'orizzonte agisce in due modi.
Primo, cambia ciò che si può sopportare. Un calo temporaneo diventa una perdita realizzata solo se si è costretti a vendere durante il calo. Più l'orizzonte è lungo, meno è probabile dover vendere nel momento peggiore. Al contrario, un obiettivo vicino (per esempio l'anticipo per una casa tra 3 anni) rende un drawdown molto più pericoloso, perché manca il tempo per recuperare.
Secondo, modifica la dispersione dei risultati. L'esempio seguente è puramente illustrativo e ipotizza una volatilità annua del 15 % e un rendimento medio del 6 % l'anno. Sono ipotesi di lavoro, non previsioni.
| Orizzonte | Rendimento medio annualizzato | Intervallo «abituale» del rendimento annualizzato |
|---|---|---|
| 1 anno | 6 % | circa − 9 % / + 21 % |
| 5 anni | 6 % | circa − 1 % / + 13 % |
| 20 anni | 6 % | circa + 3 % / + 9 % |
L'intervallo si restringe con il tempo: gli estremi si attenuano in termini annualizzati. Non lo si legga però come una promessa. Non garantisce né un rendimento positivo né l'assenza di perdite, e i mercati hanno attraversato lunghi periodi di ribasso. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Volatilità e drawdown: due misure complementari
| Criterio | Volatilità | Drawdown massimo |
|---|---|---|
| Misura | L'ampiezza media delle oscillazioni | Il peggior calo da massimo a minimo |
| Natura | Statistica, rialzi e ribassi | Vissuta, solo ribassi |
| Limite | Tratta allo stesso modo + 10 % e − 10 % | Dipende dal periodo osservato |
Un portafoglio può avere una volatilità moderata e un drawdown profondo se le perdite si concentrano in un solo episodio: conviene leggere le due misure insieme.
Come la composizione di un portafoglio influisce su queste misure
La diversificazione agisce su entrambe le grandezze: se le posizioni non salgono e non scendono tutte insieme, le oscillazioni dell'insieme sono minori di quelle delle singole parti. Un portafoglio concentrato in un settore subisce invece pienamente gli episodi che lo colpiscono.
Per approfondire: le lezioni Rischio e rendimento, La diversificazione e Sharpe, Sortino, drawdown, oltre all'articolo Diversificare un portafoglio di azioni. Per collocare un portafoglio PEA (piano francese di risparmio azionario), lo strumento di punteggio di diversificazione del PEA offre una panoramica descrittiva della ripartizione.
Limiti da tenere presenti
- Il passato non è il futuro. Le misure si basano su dati storici; un episodio più violento di tutto ciò che è stato osservato resta possibile.
- Le correlazioni cambiano. In una crisi, attività normalmente poco correlate possono scendere insieme.
- Il rischio non è fatto solo di numeri. Liquidità, valuta, rischio specifico di un'azienda: alcune minacce sfuggono alla volatilità.
- La tolleranza è personale. Un − 25 % sopportabile sulla carta può essere difficile da vivere nella realtà.
Da ricordare
- La volatilità misura l'ampiezza delle oscillazioni; il drawdown, il peggior calo da un massimo a un minimo.
- Una perdita del − 50 % richiede + 100 % per essere compensata: i grandi ribassi sono asimmetrici.
- L'orizzonte condiziona il rischio effettivamente sopportato: lo stesso portafoglio ha un profilo diverso a 2 anni e a 20.
- Le due misure sono complementari e nessuna garantisce alcunché sul futuro.
- La diversificazione influisce direttamente su queste grandezze, ma non elimina mai il rischio.
Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce una consulenza di investimento personalizzata. Le cifre degli esempi sono illustrative. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.