Il beta di un'azione: che cosa misura e che cosa lascia fuori
Quando si confrontano due azioni, spesso si legge il loro beta accanto al PER o al rendimento. Questo numero compare su tutte le schede dei titoli, ma raramente viene spiegato: alcuni vi vedono un voto di rischio, altri una promessa di rendimento. Non è né l'uno né l'altro. Questo articolo spiega che cosa misura esattamente il beta di un'azione, come si calcola, come leggerlo senza sovrainterpretarlo e in quali casi induce in errore.
Beta di un'azione: definizione semplice
Il beta misura la sensibilità delle variazioni di un'azione a quelle del mercato di riferimento, in genere un indice ampio come il CAC 40, l'S&P 500 o un indice mondiale. Risponde a una domanda precisa: quando il mercato sale o scende dell'1 %, di quanto si è mossa l'azione, in media, nel periodo osservato?
Si legge intorno al valore 1:
- Beta vicino a 1: l'azione si è mossa più o meno come il mercato.
- Beta superiore a 1: ha amplificato i movimenti del mercato, al rialzo come al ribasso.
- Beta inferiore a 1: li ha attenuati. I titoli detti difensivi mostrano spesso un beta basso.
- Beta vicino a 0 o negativo: l'azione si è mossa in modo indipendente dal mercato, o addirittura in senso opposto. È raro per un'azione singola.
Il beta descrive quindi un comportamento passato relativo a un indice, non la solidità dell'azienda né il suo rischio di fallimento.
Come si calcola il beta?
Il beta è il rapporto tra la covarianza dei rendimenti dell'azione con quelli del mercato e la varianza dei rendimenti del mercato:
Beta = covarianza (rendimento dell'azione, rendimento del mercato) ÷ varianza (rendimento del mercato)
In pratica si calcolano rendimenti regolari (settimanali o mensili) su un periodo dato, spesso da 2 a 5 anni, poi si stima la pendenza della retta che lega i rendimenti dell'azione a quelli dell'indice. Questa pendenza è il beta.
Due scelte di chi esegue il calcolo cambiano il risultato:
- L'indice di riferimento. Il beta di un'azione francese non è lo stesso se misurato rispetto al CAC 40 o a un indice mondiale.
- Il periodo e la frequenza. 5 anni di dati mensili e 2 anni di dati settimanali danno beta diversi per la stessa azione.
Un beta mostrato senza il suo indice e il suo periodo è quindi solo un ordine di grandezza. Due fonti possono legittimamente mostrare valori diversi.
Esempio numerico: che cosa significa un beta di 1,3
Supponiamo un'azione il cui beta, misurato sul suo indice, vale 1,3, e un mercato che sale del 10 % in un periodo. La relazione statistica osservata in passato suggerisce un rialzo di circa il 13 % per l'azione (1,3 × 10 %), a parità di altre condizioni e ignorando la parte specifica dell'azione.
Se il mercato scende del 10 %, la stessa relazione suggerisce un calo di circa il 13 %. Il beta agisce quindi in entrambe le direzioni.
Due precauzioni, che sono l'essenza della lettura corretta:
- È una relazione media osservata, non una previsione. Un'azione può discostarsene molto in un dato periodo, a causa dei suoi risultati, di un annuncio o del suo settore.
- Il beta non dice nulla sul rendimento atteso a titolo individuale. Un beta elevato non significa né un'azione «migliore» né «peggiore».
Beta e rischio: la confusione più frequente
Il beta misura solo una parte del rischio, quella legata ai movimenti del mercato. Si chiama rischio sistematico. Non misura il rischio proprio dell'azienda: un profit warning, un contenzioso, la dipendenza da un cliente. Questo rischio specifico non compare nel beta e può essere rilevante anche per un'azione con beta basso.
Per questo si guardano anche la volatilità totale e le perdite massime storiche. Per questo, veda come leggere la volatilità e il drawdown e l'indice di Sharpe.
I limiti del beta
- È calcolato sul passato. Un'azienda che cambia modello, si indebita o si riorienta verso un altro settore può vedere evolvere il proprio comportamento senza che il beta storico lo rifletta.
- Dipende dalla qualità dell'adattamento. Quando la relazione tra l'azione e l'indice è debole (un coefficiente di determinazione basso), il beta è poco affidabile, perché descrive male il comportamento del titolo.
- Non è stabile. Varia a seconda del periodo, dell'indice e della frequenza scelti.
- Dice poco dei titoli piccoli e poco scambiati, i cui prezzi si muovono a scatti.
Beta di un portafoglio
Il beta di un portafoglio è la media dei beta delle sue posizioni, ponderata per il loro peso. Un portafoglio con un beta ponderato di 1,2 si è mosso, in passato, circa 1,2 volte come il mercato: intorno a +12 % per un mercato a +10 %, e intorno a −12 % per un mercato a −10 %. Questa lettura completa l'analisi della ripartizione: due portafogli con lo stesso numero di posizioni possono avere sensibilità molto diverse al mercato. Per approfondire la ripartizione, veda come diversificare un portafoglio di azioni.
Da ricordare
- Il beta misura la sensibilità passata di un'azione a un indice, nient'altro.
- Un beta superiore a 1 amplifica il mercato in entrambe le direzioni; inferiore a 1, lo attenua.
- Non misura né il rischio proprio dell'azienda né la qualità dell'investimento.
- Dipende dall'indice, dal periodo e dalla frequenza: confronti beta calcolati allo stesso modo.
In Earnnest, il beta di più titoli si può leggere affiancato nel confronto tra azioni e nelle tabelle dei settori.
Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce una consulenza in materia di investimenti personalizzata. Le cifre degli esempi sono fittizie e illustrative. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.