La gestione del rischio: come la dimensione di una posizione si deduce dalla perdita accettata
Molte persone interessate al trading si concentrano sulla domanda «quando entrare?». Un'altra domanda viene spesso posta: «quanto posso perdere se sbaglio?». Questa domanda cambia il modo in cui si dimensiona una posizione. Questo articolo presenta le 3 nozioni di base: il rapporto rischio/rendimento, la dimensione della posizione calcolata a partire da una perdita accettata e il posizionamento di uno stop, fisso o basato sull'ATR. Non si tratta né di una raccomandazione né di un metodo da applicare: questo articolo descrive la meccanica di un calcolo.
Il rischio per operazione
Il rischio di un'operazione è la perdita che si subirebbe se il prezzo raggiungesse il livello in cui si rinuncia all'ipotesi di partenza (lo stop). Si misura in euro e può esprimersi come percentuale del capitale. Ciascuno fissa il proprio in base alla propria situazione: non esiste una percentuale universale corretta.
Il rapporto rischio/rendimento
Il rapporto rischio/rendimento confronta il guadagno cercato con la perdita accettata:
Rapporto = (obiettivo − ingresso) ÷ (ingresso − stop), per una posizione lunga.
Esempio fittizio. Ingresso a 50 €, stop a 48 €, obiettivo a 56 €. Il rischio per titolo è di 2 €, il guadagno cercato di 6 €. Il rapporto è 6 ÷ 2 = 3 (a volte si scrive «1 a 3»).
Questo rapporto non dice nulla sulla probabilità di raggiungere l'obiettivo. Si combina con il tasso di successo per dare l'aspettativa di guadagno: veda l'affidabilità dei pattern e il calcolo dell'aspettativa. Un rapporto di 3 con una probabilità di successo del 20 % dà un'aspettativa negativa; un rapporto di 1 con una probabilità del 60 % può essere positivo.
Calcolare la dimensione della posizione
La dimensione della posizione si deduce dal rischio accettato e dalla distanza dallo stop:
Numero di titoli = perdita massima accettata ÷ rischio per titolo
Esempio fittizio. Capitale di 10.000 €. La persona mira a una perdita di circa 100 € se lo stop viene raggiunto (esclusi slippage e costi), cioè l'1 % del capitale in questo esempio, valore scelto per la semplicità del calcolo e senza valore di riferimento. Il rischio per titolo è di 2 € (50 € − 48 €). Numero di titoli = 100 ÷ 2 = 50 titoli, cioè una posizione di 2.500 € (il 25 % del capitale in questo esempio).
Noti 2 conseguenze: uno stop più lontano riduce il numero di titoli, e la dimensione della posizione in euro è determinata, in questo metodo, dal rischio accettato e non da un importo scelto a priori. Il tetto può venire anche dal capitale disponibile: se 50 titoli superano ciò che si desidera impegnare, la dimensione viene ridotta.
Dove collocare lo stop?
Uno stop non ha una posizione «giusta». Sono comuni 2 approcci:
- Uno stop fisso, collocato sotto un livello giudicato significativo (un supporto, un minimo recente). Segue la logica del grafico: veda supporti e resistenze.
- Uno stop basato sulla volatilità, per esempio un multiplo dell'ATR (average true range), che misura l'ampiezza media delle variazioni su un dato periodo (spesso 14 sedute), tenendo conto dei gap di apertura. Se l'ATR di un'azione è di 1 € e si adotta 2 volte l'ATR, lo stop si colloca 2 € sotto l'ingresso: più il titolo è volatile, più lo stop è lontano.
Uno stop troppo stretto viene toccato da semplici oscillazioni; uno troppo lontano aumenta la perdita per titolo e quindi riduce la dimensione possibile.
I limiti del metodo
- Lo slippage. Lo stop è un livello di attivazione, non una garanzia di prezzo: in caso di gap all'apertura, l'esecuzione può avvenire nettamente al di sotto. La perdita reale può superare quella prevista. Veda i tipi di ordini di borsa.
- I costi riducono il guadagno e aumentano la perdita.
- Le decisioni ripetute si accumulano. Più posizioni correlate possono perdere contemporaneamente: il rischio di un portafoglio non è la somma di rischi indipendenti.
- Un buon calcolo non garantisce un buon risultato. Circoscrive la perdita per operazione, non crea guadagno.
Da ricordare
- Il rischio di un'operazione è la perdita subita se lo stop viene raggiunto, fissata prima dell'ingresso.
- Rapporto rischio/rendimento = (obiettivo − ingresso) ÷ (ingresso − stop); non dice nulla sulla probabilità di successo.
- Dimensione della posizione = perdita accettata ÷ rischio per titolo.
- Lo stop può essere fisso o basato sull'ATR, con rischio di slippage.
In Earnnest, il calcolatore di rischio della scheda di un'azione fornisce una dimensione di posizione indicativa a partire dal capitale e dal rischio inseriti, e il backtest permette di impostare un multiplo di ATR per lo stop e un rapporto rischio/rendimento: sono ausili di calcolo, non raccomandazioni.
Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce una consulenza in materia di investimenti personalizzata. Le cifre degli esempi sono fittizie e illustrative. Il trading comporta un rischio di perdita del capitale. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.