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Redigere il proprio piano d'investimento

Fissare per iscritto le proprie regole a mente fredda, per non decidere sotto l'effetto dell'emozione.

8 min di lettura · Avanzato

Gli errori d'investimento più costosi nascono raramente dall'ignoranza. Vengono da decisioni prese sotto la spinta dell'emozione: vendere in pieno crollo o comprare per euforia. Un piano scritto è una promessa fatta a se stessi, redatta a mente fredda, che si rilegge quando il mercato si agita.

Perché metterlo per iscritto

Un piano mentale si deforma. Ci si ricorda delle proprie regole quando tutto va bene e le si dimentica quando diventano scomode. Un documento datato non si lascia reinterpretare: ricorda ciò che aveva deciso prima del panico. Serve anche a misurare i Suoi risultati rispetto a un obiettivo, anziché rispetto alla performance degli altri.

Gli elementi di un piano

  • Obiettivo: per che cosa investe (pensione, progetto, trasmissione) e per quale importo approssimativo?
  • Orizzonte: fra quanti anni avrà bisogno di questo denaro?
  • Capacità e tolleranza al rischio: quale ribasso può sostenere sul piano finanziario e psicologico?
  • Allocazione obiettivo: la ripartizione fra azioni, obbligazioni e liquidità, con degli intervalli.
  • Ritmo di investimento: versamenti regolari, importi, periodicità.
  • Regole di ribilanciamento: con quale frequenza o a quale scostamento si interviene?
  • Regole di uscita: in quali casi si vende? Un cambiamento di obiettivo, mai un titolo che scende di per sé.
  • Ciò che non farà: leva, prodotti che non comprende, decisioni basate su una voce.

Estratto di un piano (fittizio)

«Investo per integrare il mio reddito fra 20 anni. Verso 300 € al mese. La mia allocazione obiettivo è il 70 % in azioni e il 30 % in obbligazioni e liquidità, con una tolleranza di più o meno 5 punti. Ribilancio una volta all'anno. Se il mio portafoglio scende del 30 %, non vendo: rileggo questo piano e aspetto 30 giorni prima di qualsiasi decisione.» Questo testo è un modello illustrativo, non una raccomandazione.

Si chieda onestamente come reagirebbe a un ribasso del 30 % del Suo portafoglio. Se la risposta è la voglia di vendere tutto, la Sua allocazione è troppo aggressiva per Lei, quale che sia la sua validità teorica. Un buon piano è un piano che si rispetta, non un piano ottimale sulla carta. Lo rilegga una o due volte all'anno, e a ogni evento importante della vita: cambio di lavoro, nascita, progetto immobiliare. Lo riveda quando cambia la Sua situazione, non quando cambiano i mercati. Tenga infine un piccolo diario delle Sue decisioni: annotare perché ha agito permette di riconoscere i Suoi riflessi.

La regola del tempo di riflessione

Si imponga un tempo di riflessione (qualche giorno) prima di qualsiasi decisione che si discosti dal piano. La maggior parte degli impulsi si attenua più in fretta di quanto i mercati si invertano.

Da ricordare

  • ✓Un piano scritto a mente fredda protegge dalle decisioni prese sotto l'emozione.
  • ✓Obiettivo, orizzonte, tolleranza al rischio, allocazione e regole d'azione ne sono il cuore.
  • ✓Lo riveda quando cambia la Sua vita, non quando il mercato si agita.

Contenuto didattico a scopo informativo: né consulenza in materia di investimenti né raccomandazione personalizzata. I rendimenti passati non predicono quelli futuri.