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Il price to book: che cosa confronta questo rapporto e quando è utile

Il price to book (P/B), o rapporto prezzo su valore contabile, confronta ciò che il mercato accetta di pagare per un'azienda con ciò che i suoi conti mostrano come patrimonio netto. Spesso viene presentato come indicatore di «buon affare» quando è basso. È una lettura troppo rapida: il P/B non significa nulla senza il settore, la redditività e la qualità degli attivi. Questo articolo ne spiega il calcolo, la lettura e i limiti.

Price to book: definizione e formula

Il price to book mette in rapporto il valore di mercato di un'azienda con il suo valore contabile:

P/B = capitalizzazione di borsa ÷ patrimonio netto

oppure, per azione: prezzo dell'azione ÷ valore contabile per azione, dove il valore contabile per azione è il patrimonio netto diviso per il numero di azioni.

Il patrimonio netto, quota di pertinenza del gruppo (il «valore contabile» o «book value»), corrisponde a ciò che resta agli azionisti se si sottraggono tutti i debiti dagli attivi iscritti a bilancio. Per ritrovare questa voce, veda come leggere uno stato patrimoniale e un conto economico.

Come leggere un P/B inferiore o superiore a 1?

  • P/B inferiore a 1: il mercato valuta l'azienda meno del suo patrimonio netto contabile. Può riflettere un dubbio sul valore reale degli attivi, una bassa redditività attesa o uno sconto passeggero. Da solo, non è un segno di buon affare.
  • P/B vicino a 1: il mercato valuta l'azienda all'incirca al suo valore contabile.
  • P/B superiore a 1: il mercato anticipa una creazione di valore superiore a quella mostrata dai conti: attivi sottovalutati a bilancio, forte redditività, prospettive di crescita.

Esempio fittizio. Un'azienda espone 1.000 M€ di patrimonio netto e vale 800 M€ in borsa: il suo P/B è 0,8. Un'altra, con patrimonio netto identico, vale 3.000 M€: il suo P/B è 3. Il secondo valore non è «migliore» o «peggiore»: traduce aspettative diverse, da collegare alla redditività di ciascuna.

P/B e ROE: una coppia da leggere insieme

Un P/B elevato si giustifica più facilmente quando l'azienda guadagna molto sul proprio patrimonio netto. Il ROE misura proprio questo. Un'azienda che genera durevolmente un ROE elevato può legittimamente valere più del suo valore contabile, mentre un ROE basso rende più difficile spiegare un P/B elevato. Per comprendere questa misura, veda il ROE, la redditività del capitale proprio.

Allo stesso modo, il P/B si confronta con il PER: i due rapporti guardano la valutazione da due angolazioni, gli utili per l'uno, il bilancio per l'altro. Per il PER, veda il rapporto PER e come interpretarlo.

In quali settori il P/B è pertinente?

Il P/B è soprattutto eloquente per le aziende il cui valore poggia su attivi finanziari o fisici iscritti a bilancio: banche, assicurazioni, società immobiliari, industria pesante. Per una banca, il valore contabile è un riferimento classico di valutazione.

Lo è molto meno per le aziende il cui valore deriva da attivi immateriali: software, marchi, brevetti, dati. Questi attivi sono iscritti male o non lo sono affatto a bilancio, per cui il loro P/B è strutturalmente elevato senza che ciò segnali necessariamente una sopravvalutazione. Per i settori e la loro classificazione, veda gli 11 settori di borsa.

Confrontare P/B è soprattutto pertinente all'interno dello stesso settore, con principi contabili comparabili.

I limiti del price to book

  • Il valore contabile non è il valore di mercato degli attivi. Un terreno acquistato 30 anni fa, scorte obsolete o un avviamento (goodwill) possono essere valutati male a bilancio.
  • Riacquisti di azioni e perdite distorcono il rapporto. Riacquisti consistenti riducono il patrimonio netto e fanno salire meccanicamente il P/B. Anche perdite ripetute lo riducono.
  • Un patrimonio netto negativo rende il rapporto inutilizzabile.
  • Include attivi immateriali. Per le banche in particolare si guarda anche il valore contabile tangibile, cioè al netto dell'avviamento.
  • Ignora il debito. Due aziende con lo stesso P/B possono avere strutture finanziarie molto diverse.

Da ricordare

  • Il P/B confronta il valore di mercato con il patrimonio netto contabile.
  • Un P/B inferiore a 1 non è, di per sé, un buon affare; un P/B elevato non è, di per sé, una sopravvalutazione.
  • Si legge insieme alla redditività (ROE), all'interno dello stesso settore.
  • È soprattutto utile per le aziende con grandi attivi iscritti a bilancio, poco per quelle con attivi immateriali.

Per leggere i rapporti di valutazione di un'azione accanto ai suoi altri indicatori, apra la sua scheda in Earnnest.


Questo articolo ha finalità informative ed educative e non costituisce una consulenza in materia di investimenti personalizzata. Le cifre degli esempi sono fittizie e illustrative.

Editore: Earnnest. I contenuti e il motore di analisi sono progettati e mantenuti da Earnnest.

Avvertenza: Questo strumento fornisce una diagnosi educativa a partire dalle informazioni che inserisce. Non costituisce una consulenza d'investimento personalizzata: il risultato è identico per una composizione di portafoglio identica, qualunque sia il suo profilo. Investire comporta un rischio di perdita del capitale. Scopra di più sul nostro quadro normativo AMF.

Ultimo aggiornamento: 2026-10-29